Il Controllo qualità
La qualità, così come oggi la intendiamo, nasce durante la seconda guerra mondiale, quando la esigenza di produzione di armi su vasta scala e di sistemi d’arma sempre più complessi richiedeva materiali, discipline e tecnologie più sofisticate.
Le lavorazioni dovevano essere più precise perchè le tolleranze dimensionali potessero rientrare nei valori sempre più stringenti prescritti nelle specifiche della progettazione. Di conseguenza i controlli della qualità cominciarono ad avvalersi di tecniche matematiche e statistiche.
Nel dopoguerra altri settori quali l’aereo-spaziale e il nucleare, spinti dalla loro intrinseca complessità tecnologica si adeguarono anche per ragioni connesse alla sicurezza.
La nascente industria di serie dei beni durevoli e di largo consumo doveva stare in tolleranze più strette per limitare gli scarti, per contenere i rifacimenti, i costi e per rendere i propri prodotti più competitivi sui nascenti mercati internazionali.
L’assicurazione qualità
Nacquero così le prime richieste di assicurazione qualità che alzarono il livello dei controlli, dal prodotto alla progettazione fino al sistema gestionale dell'azienda.
In tale modo si potevano delegare o sub-appaltare importanti parti di prodotto a fornitori che avrebbero dovuto “assicurare” la qualità delle forniture secondo capitolati, appunto, di assicurazione qualità.
Questo comportò le prime richieste contrattuali di piani della qualità, di piani di controllo qualità e di auditing interno, attraverso i quali il fornitore avrebbe dovuto dimostrare l’effettivo conseguimento degli obiettivi e dei livelli di qualità richiesta, senza impiego di ulteriori risorse per i controlli da parte del Committente.
La ISO 9000 ed il Sistema Qualità
Nacque così la serie di norme ISO 9000 ed. 1994, che recepiva in sostanza quanto già i capitolati di assicurazione qualità richiedevano e che introdusse per la prima volta il concetto che la Qualità dipende dal Sistema Organizzativo Aziendale.
La vision 2000
Innovando la ed. 1994, la vision 2000 innalzò ulteriormente l'attenzione dalle procedure ai processi aziendali.
Questa importante novità avrebbe dovuto portare le aziende ad un ulteriore importante passo avanti nella progettazione di processi aziendali efficaci, efficienti e misurabili.
La via italiana
La cultura imprenditoriale
Nel nostro Paese questi passaggi non sono sempre stati colti nella loro importanza e nelle opportunità che essi offrivano.
Altrove, come in Giappone e negli Stati Uniti si parlava già di wide quality control e di Total Quality Management negli anni 80.
Grazie anche a questi sistemi l’industria giapponese e quella americana hanno potuto conseguire successi "globali" sia nei beni durevoli che nelle nuove tecnologie.
In Europa, si sarebbe seguita invece la strada dei Sistemi Qualità.
In Italia alcune imprese introdussero il Sistema Qualità per ottenere sconti sulle fideiussioni bancarie o maggiori punteggi nella partecipazione a gare pubbliche. Altre come quelle manifatturiere ne hanno fatto un fiore all'occhiello, senza riscontro nella organizzazione. In entrambi i casi questo approccio ha comportato una anomala corsa alla certificazione e a “ricordarsi” di avere un Sistema Qualità, solo in occasione della visita di aggiornamento periodico da parte dell'Ente di certificazione, con un inutile spreco di risorse, senza alcun beneficio sulle organizzazioni e sui processi e soprattutto con cocenti delusioni da parte di imprenditori che non volevano più sentire parlare di qualità.
Oltre la certificazione
Il mio desiderio e la mia ambizione sono di contribuire a restituire chiarezza e dignità ai sistemi qualità oltre la certificazione, per farne uno strumento di lavoro quotidiano per la vostra azienda o il vostro studio professionale ed un vantaggio visibile e competitivo per il vostro mercato.