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fresh fresh, so to speak since the climate that haunts us, here are some notes on the fourth round of Bracciano regatta. The unexpected reward boldness I achieved, means that they are primarily dedicated to Giuseppe La Scala and then to all those who have worked to the splendid success of this difficult stage, Giorgio Pizzarello the first. The synergy with the fleet of dinghies standards seem perfectly successful, both in relative terms, fifty - fifty, and in absolute, with more than a hundred boats in the water. This confirms that the successes are realized only by joining forces. The presence of Dutch friends who also raced dinghies with fiberglass, is another real novelty. The victory by Peter Blaker and good placement on such other Dutch ships is a confirmation whatever they may say, for us, woody dinghisti. The Dutch are no longer representatives of the strict tradition of wooden dinghies, but hopefully also wish to express their views on the fiberglass boats. Even departures separated by 15 minutes we were told that we can race together, without affecting each other in performance, and although identities. So absolutely separate starts to repeat, when there are conditions. The social part was simply remarkable, because it also served to know between old and new friends after races. It will be a memorable cocktails and dinner at the Orsini - Odescalchi castle and the dinner at Alfredo restaurant, drinking the excellent wines of Badiola. Overall we probably drank a little too much at lunch time beer was Mr. Malto, to return the wines of the Badiola, then you will understand some illness, not only due to heat, which is expressed. Luckily there was the presence of the Red Cross who watched over us to land and water ..... The award ceremony was perhaps a little long, but after winning a week end at Badiola, noblesse oblige, and also the first prize, seemed very small thing ...
Si è svolta la prima prova in programma del Campionato del Dinghy Classico nelle acque di Varazze. Ecco le foto, i
commenti sul notiziario Clinker e persino sull'Espresso. Per la visone delle foto e per chi non lo sapesse il mio numero velico è ITA - 1762.
Siamo stati come sempre ospitati e assistiti alla grande dal Costaguta e da Varazze.
Il vento è stato un signore e ci ha permesso disputare ben quattro prove, volendo anche cinque la domenica pomeriggio.
Per la cronaca 35 barche in acqua ed il vincitore è stato Marcello Coppola, sempre più a suo agio con il suo legno.
Complementi a tutti e arrivederci a Napoli.
Patricia Surrendok e suo figlio
Olandesi innamorati dell'Italia? Certo, anche la figlia di Tony verrà a Bracciano e, come nella tradizione olandese, con il figlio prodiere. Ti aspettiamo cara Patricia insieme alla tua simpaticissima mamma.
L'ultima prova del Trofeo del Dinghy classico 2009
Si è conclusa nella splendida cornice di Torre del Lago la sesta ed ultima tappa del Trofeo del Dinghy classico.
La citazione iniziale è per Giuseppe La Scala, meritevole quanto euforico vincitore di questo ambito trofeo dopo ben otto edizioni. Giuseppe ha creduto nel dinghy di legno e nello spirito che lo distingue quando stava per scomparire dai campi di regata: 37 barche italiane iscritte a questa prova e ben 73 concorrenti che hanno partecipato al Trofeo, sono numeri che si commentano da soli.
Non ero mai stato a Torre del lago, devo riconoscere che il luogo è fuori dal comune, quell'aria un pò decandente e la musica pucciniana da sfondo lo rendono unico. L'accoglienza è stata all'altezza, grazie alla proprietaria di Villa Orlando, per averci ospitato sia al cocktail di benvenuto che alla premiazione e grazie a Francesco Berthel ed alla sua simpatica mamma per la cena del sabato nella "Falegnameria", in una atmosfera mondana che ha messo in contatto noi dinghisti con la bella gente che frequenta il Forte.
Un'altra lodevole iniziativa dell'organizzazione è stata quella di ricordare la tragedia di Viareggio, con le vele listate da una banda nera.
La regata si è svolta in due giornate di vento di maestrale, un pò rafficoso, ma tutto sommato regolare. Il primo giorno le signore presenti hanno potuto ammirare i propri mariti "all'opera" da un romantico battello che somigliava tanto ad un house boat. L'organizzazzione del CV Artiglio è stata ineccepibile sia nei vari che nei rientri. Per la cronaca e la classifica della regata vi rimando al notiziario ed al simpatico commento del neofita legnaiolo Fabrizio Cusin.
Visto il colore marrone, un altro cenno merita lo stato di salute del lago. In acqua non c'erano odori particolarmente sgradevoli, ma si ha l'impressione che tutto il terriccio non drenato proveniente da 5 o 6 cave di inerti, vere e proprie ferite alla montagna ed esattamente sopra l'autostrada, viene trasportato dalle piogge direttamente dentro il lago.
Una notazione infine merita tutto il circuito dei legni. Molte luci e pochissime ombre , spesso registrate in queste brevi note, che come ha ben detto Giuseppe alla premiazione vogliamo tentare di ridurre a zero. A tale fine sarà condotta una vasta consultazione, per migliorarci e rendere ancora più bello e frequentato il nostro circuito.
Dandoci appuntamento al prossimo anno, il sottoscritto vi lascia e vi saluta per concentrarsi sin da ora sul perchè la sua barca fa così poca bolina.......
Giorgio, Roberto e Leopoldo Colombo
Ho ritrovato i fratelli Giorgio e Roberto Colombo, titolari dell’omonimo cantiere Colombo Leopoldo, sabato 28 luglio 2007 in occasione della seconda regata dei dinghy di legno a Bellano. Ci eravamo già incontrati nel nuovo cantiere qualche giorno prima dove avevo ritirato la barca dopo alcuni lavori di manutenzione.
E’ un evento eccezionale perché i fratelli Colombo, ma anche il loro papà Leopoldo, non hanno mai frequentato i campi di regata. Ricordo una sola occasione in cui li ho incontrati tutti e tre insieme, ovviamente, a Luino durante il campionato italiano dinghy del 1992, forse perché c’erano anche gli olandesi con i loro altrettanto magnifici legni! Come mai? Farà parte del loro carattere schivo o del fatto che chi vuole le loro barche deve andare proprio da loro? Chissà!
Al salone di Genova
La scintilla per un dinghy 12 p. scoccava ogni anno al salone di Genova allo stand dei Colombo, ma l’occasione venne nell’aprile del 1989 quando in quel di Cadenabbia, uno dei tanti luoghi magici del lago di Como dove aveva lungamente soggiornato nel dopoguerra anche Konrad Adenauer, ordinai al signor Leopoldo il mio, dando in permuta un Moth Europa Galetti in lamellare di mogano.
Sin da allora mi colpì la incredibile simbiosi di questa famiglia di artigiani che lavora meravigliosamente il legno dagli anni quaranta mantenendo nel tempo un'altissima qualità sia nei legni che nella costruzione delle barche!
Una preziosa eredità
Ma torniamo a quel 28 luglio. Dopo una panoramica sulle belle barche presenti in gran numero siamo andati insieme a Lierna, dove era ricoverato un vecchio Russo, che Fabio (Mangione), intendeva affidare alle cure dei Colombo. Dovevate vedere con quale amore lo accarezzavano e si consultavano tra loro e con noi, sul da farsi. Più di un’ora a guardarlo, dentro e fuori, per apprezzare le soluzioni dell’epoca, tra le quali un prendisole tra le due panche, l’innesto delle panche sul fasciame e chissà quante altre cose avranno notato i due fratelli! Per finire c’è stato un fuori programma d’emergenza in cui abbiamo visto Roberto all’opera….. di raspa sulla vecchia barra del Russo, seguito dall'occhio attento di Giorgio, maestro d'ascia del cantiere.
Grazie fratelli Colombo trasferite la vostra passione e la tradizione di famiglia anche ai vostri figli Simone, Angelica, Gemma, Giovanni, Michele (da sinistra a destra nella foto), sicuramente molti vi saranno grati a cominciare da noi, legnosi dinghisti.