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Questa pagina vuole ricordare costumi, sport, stili di vita, musica, mezzi di trasporto, che nonostante il passare degli anni e dei gusti mantengono sempre la loro attulità, purchè........
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Vi propongo un interessante riflessione di Umberto Galimberti (e di Emanuele Severino) sul capitalismo e sulle sue possibilità di sopravvivenza.
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Sono passati cento anni da quando questa audace linea ferroviaria che collega Tirano con S. Moritz è stata costruita. In 61 km di curve supera fortissime pendenze senza cremagliera, eppure il treno non dimostra gli anni che ha. Linea tenuta in perfetta efficienza svizzera, la stazione di partenza di Tirano sembra una casetta dei plastici dei trenini elettrici. Al suo cospetto la contigua stazione italiana non è dissimile da altre mille..... I treni sono "vestiti" da una elegante livrea rossa, così come i ferrovieri, molto gentili ed accoglienti. Si fatica a distinguere interni ed esterni, perchè le vetture panoramiche fanno sentire il viaggiatore come immerso nel paesaggio che lo circonda, Patrimonio mondiale dell'Unesco. Il protagonista è sempre lui, che si arrampica fino alla quota di 2253 metri della stazione Ospizio Bernina. Da qui è possibile ammirare il pizzo Bernina alla quota di ben 4049 metri. Il trenino "atterra" su S. Moritz dopo una lunga cavalcata su incontaminate distese di neve, laghi ghiacciati e la partenza delle piste da sci, in corrispondenza delle fermate di Pontresina e Celerina. Potrete trovare le foto di questa gita su Flickr, natualmente.
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Ho sempre cercato di avere con i medici, un rapporto meno impersonale di quello semplice medico- paziente, ma non pensavo di incontrare anche colui che nel settembre del 1968 mi ha strappato da morte quasi certa, operandomi d'urgenza alla milza.
Nell'ultimo dei nostri giri eno-gastronomici dalle parti di Alba, ho incontrato il professor Fernando Sorisio.
Mi ha colpito la sobrietà della sua casa e della vita di quest'anziano medico. La lucidità nel racconto dei suoi primi interventi a Torino, alle Molinette, del suo arrivo nell'ospedale di provincia di Asti nel lontano 1954, della sua caratteristica di medico "deciso", anche in casi del tutto nuovi per lui. Erano anni in cui in un piccolo centro come Asti, il rapporto con i pazienti era personale e di "fiducia" per il medico e per un chirurgo non c'erano occasioni di esercitare aldifuori dell'ospedale, quindi grande fu la sua sorpresa quando scoprì da un anestesista, nel primo dei suoi pochi interventi aldifuori dell'ospedale, che il suo onorario sarebbe dovuto essere ben superiore allo stipendio. Faceva ben 120 - 130 interventi al mese e di certo non ricordava il mio, perchè in una notte gli potevano capitare due o tre milze.
E' stato molto felice di incontrarmi perchè sono rare le occasioni in cui la gratitudine da parte dei pazienti si manifesta a distanza di tanti anni. Esempi come lui dovrebbero essere fatti studiare nelle facoltà di medicina, prima di anatomia.
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Da giovane sono stato un appassionato vespista. Scorrazzavo prima con il mio cinquantino, poi con una Vespona 180 SS, nelle vie e nei dintorni della mia città. Fino a quando non fui "scoperto" dal Commendatore De Domenico, allora concessionario Piaggio di Reggio Calabria, di essere un buon pilota, oltre ad un volenteroso e promettente studente di ingegneria. Il commendatore mi volle nella squadra reggina che partecipava a gimkcane, raduni e gare di regolarità in tutta Italia. Questa stagione durò pochi anni perchè durante una di queste gare fu interrotta bruscamente da un grave incidente ad Asti nel 1968 (vedi sotto). Tuttavia la passione per le moto ed i motori non diminuì, anzi. Grazie all'assicurazione dell'incidente ed ai miei genitori, ebbi ancora una piccola auto sportiva e due grosse moto. La nascita di Raffaella segnò la fine della mia carriera motociclistica e la scoperta della vela. Ero a Vibo Valentia ed imparai ad andare in barca sui vecchi Fliyng Junior Alpa. Per questo trovate sul mio sito una intera pagina dedicata alla vela e quest' accenno ai miei trascorsi motociclistici. Rimpiant0? Nessuno, anzi osservo i motociclisti con un pò di rabbia, pensando al rumore, all'inquinamento ed al pericolo che costituiscono.
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Il "Recital" di Corrado Guzzanti ed il concerto di Bob Dylan
Le nostre ragazze ci hanno regalato i biglietti per due spettacoli quello di Corrado Guzzanti e quello di Bob Dylan.
Le vogliamo ringraziare con queste poche note, perchè sono stati veramente due eventi emozionanti.
"Recital" di Corrado Guzzanti
Corrado Guzzanti è uno dei comici più brillanti che ci siano in Italia, riesce a cogliere l’essenza dei personaggi a cui rivolge la sua satira intelligente e graffiante e anche la fisicità dei suoi personaggi è ben sintetizzata negli aspetti essenziali e più esilaranti: indimenticabili l’arrotondarsi della bocca del povero Gianfranco Funari o la erre moscia di Tremonti. Non ci siamo persi quindi l'occasione di rivederlo dopo tanto tempo che non faceva più spettacoli teatrali e men che meno televisivi, ha dato il meglio di se con l’imitazione di Prodi, immobile alla stazione, fino a quando quelli della sinistra radicale non sono andati a pregarlo di ritornare ad essere il leader di una coalizione litigiosissima: a quel punto e solo quando tutti vanno proni, disperati e sparpagliati da lui, zac con un colpo ben assestato in testa li tramortisce tutti…...
Hanno dato una mano a Corrado, due spalle di eccezione, Marco Mazzocca e Caterina Guzzanti, la sorella di Corrado che ha dato il meglio di se imitando una disperata Gelmini - Ministro della istruzione, che scoperto le sue origini meridionali dando sfoggio di un esilarante dialetto calabrese strettissimo ed infuriato contro chi l'aveva messa li.......ricordando l'orto di Pizzo Calabro.
Peccato che tu sia un pigro Corrado, perché il terzetto Corrado, Sabrina e Caterina, in una precisa e stechiometrica miscela esplosiva potrebbe essere una vera e propria "bomba" di simpatia, ironia e cattiveria in un paese addormentato e biecamente assuefatto alle dosi industriali di quiz, fiction e reality, talk show proposte dalla nostra beneamata TV, pubblica e privata.
Il concerto di Bob Dylan
Non conoscevo da giovane Bob Dylan se non per pochissimi pezzi quali Mr. Tambourine man e Blowin’ in the wind.
E’ stato un concerto bellisissimo. A 68 anni questo “giovane” contestatore - pacifista - viaggiatore ha dato il meglio di se per due ore, assieme ad una band con una grinta ed un rock veramente aggressivo e straordinario, senza riprendere alcuno dei suoi grandi successi, ma confermando una rabbia non più solo generazionale e legata ad un determinata epoca. E’ come se i tempi non fossero cambiati, offre temi ancora di una grandissima attualità.
Il forum di Assago era affolato da “giovani” di tutte le età padri, figli e nipoti erano li ad applaudire un grande artista che ha ancora molto da dire nei mille modi possibili, in tutti i luoghi del mondo, con la stessa coerenza di un tempo e con il linguaggio veramente universale della musica.
Bravo Bob, hai trovato altri estimatori del tuo impegno, grazie per questa bella serata.
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....il festival di Sanremo
E così anche Sanremo 2009 è passato.
Questa grande sagra della musica ha avuto certo protagonisti validi, giovani emergenti e molti ospiti. Questa edizione ha rinnovato l’apertura di ogni serata, grazie ad una sapiente contaminazione di generi, musica, ballo, cinema, per il resto è stata la solita sagra -rito nazional popolare degli ultimi 20-30 anni, con un nuovo officiante.
Bonolis ha celebrato quest'evento quasi incurante delle cattive notizie che arrivano dalla politica, dalla società e dall’economia ed ha condotto la trasmissione come se niente accadesse fuori dal palco dell’Ariston, salvo qualche manifestazione un pò stonata, per la verità, di solidarietà. Le polemiche sui gay e sui costi dei cachet sono state sapientemente dosate per ottenere i massimi ascolti, mi pare che la Rai sia riuscita nell’intento. Accanto ad ospiti di qualità come Kevin Spacey e Annie Lennox, sono stati invitati altri come l'editore di Play boy e le sue conigliette che hanno costituito una ulteriore concessione al cattivo gusto imperante.
Nel passato Sanremo era completamente diverso, una vetrina per proporre qualcosa o qualcuno di nuovo, come Domenico Modugno, Toni Dallara, Adriano Celentano, Mina, Luicio Dalla etc.
Da molti anni il festival è disertato dai bravissimi cantautori italiani. La loro assenza vuole silenziosamente sottolineare che in Italia non si può vivere di solo Sanremo e che la musica di qualità non è la più importante per questo genere di manifestazione.
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Non so se ci avete fatto caso, ma anche in internet prima di potere leggere un articolo ci dobbiamo sorbire minuti interi di pubblicità di tutto e di più: dai viaggi alle auto, dalle palestre ai computer, tutto passa ormai attraverso un inevitabile banner, un logo, un video, un concorso a premi pilotato.
Possiamo vivere senza pubblicità almeno su internet? Pare di no. Possiamo chiedere che su reti dove paghiamo profumatamente al provider i servizi di connessione da casa o dall’ufficio o dal portatile ci si possa risparmiare questa tortura di pubblicità palese ed occulta e di chiacchiere virtuali di blog e forum? Pare di no.
Una volta a spingere i consumi bastava Carosello. Erano altri tempi e l'Italia viveva il periodo fortunato del boom economico, l'informazione commerciale poteva avere un senso per fare conoscere un nuovo prodotto. La pubblicità, ricordate l'omino con i baffi della Moka Bialetti, era persino simpatica. In tempi di crisi economica, di bassi consumi e di bassissima domanda interna ed internazionale nessuno sembra fare nulla per cambiare modelli e stereotipi di cui la gente è veramente stanca. Chi ha già un auto o un computer, non ne compra un’altro per la suggestione della pubblicità o per avere l'ultimo modello. Lo stesso vale per i viaggi, se non si hanno più soldi per i beni necessari, non basta la splendida ed assolata spiaggia esotica o il volo low cost a stimolare il consumatore a meno di non fargli fare debiti anche per il consumo, con le conseguenze disastrose che abbiamo conosciuto di recente. Neanche la cucina anzi il “cibo”, è rimasta immune da quest trend. Grandi cuochi e dilettanti illustri si cimentano, grazie a sponsor generosi e a reti unificate, in improbabili “ricette” televisive ed immancabili gare e concorsi per la povera massaia che fatica ad arrivare alle fine del mese. Per non parlare della moda e delle modelle, un giorno si ed uno no, i quotidiani ci “regalano” alla modica cifra di mezzo euro in più, almeno un chilo di carta di giornali patinati. Alcuni inserti hanno una qualche utilità, ma il resto sono bambole più o meno anoressiche che ammiccano ad una preziosa griffe di lingerie. Pubblicità ed ancora pubblicità in un orgia di mode, modelli e modelle - oggetto per l’intimo più sexy, la crema che vi farà ringiovanire all’istante, il dopobarba che vi farà conquistare più donne, l'orologio più trendy.
I consumi ed il consumismo sono ostaggio del marketing, delle promozioni, della pubblicità e dei media che sono diventati fine a se stessi. E' un settore che si auto-alimenta, creando anche posti di lavoro a creativi e pubblicitari, grafici e registi, modelli e modelle, che attaverso auditel, chilogrammi di carta e numero di click, diventano solo business.
Quanto sono lontani i tempi di Carosello, quando le famiglie italiane si ritagliavano mezz'ora di sano divertimento serale e nessuno sognava di condizionare palinsesti televisivi, opinioni e contenuti dei programmi, gusti e scelte dei consumatori in nome della pubblicità.
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In questi giorni capita a tutti noi di stare sulla spiaggia. E’ incredibile osservare tanta gente al mare, e così poca in acqua, certamente tanti bambini che si divertono sulla sabbia o in acqua, ma la maggior parte delle signore e dei signori sono li per aumentare la propria tintarella, fino a quando e perchè?
Per non parlare poi delle meduse: basta uno di questi improbabili mostri marini per tenere lontane dall’acqua intere famiglie, anzi sono più coraggiosi i bambini intenti a raccoglierle con i retini, che le loro mamme e papà che meditano di cambiare spiaggia ed evitano di usare maschere ed occhialini per non compromettere la propria costosa acconciatura.
Fa anche un certo effetto vedere enormi barche alla fonda per intere giornate, per un pic-nic e tutti con l'immancabile telefonino in mano a chiamare gli amici sulla barca vicina. Insomma siamo un popolo di navigatori o di nuotatori stanziali ma fino a…dove si tocca.... e sempre in baie ben frequentate?
Almeno in vacanza perchè non ci liberiamo di tutti i pensieri quotidiani con con una sana e bella nuotata?
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Quest’ articolo non è dedicato ad un nostalgico rimpianto del tempo che fu, ma ad un "amore" di vecchia data.
Prima della passione della vela avevo quella dei motori. Moto ed auto rappresentavano in me ragazzo un autentico “pallino”, tanto da farmi..... spappolare la milza in un incidente motociclistico (vedi articolo precedente) e scegliere di laurearmi in ingegneria meccanica con una tesi sperimentale che simulava un nuovo tipo di motore a due tempi.
Case automobilistiche o motociclistiche che potessero assumermi, allora ed in piena prima crisi del golfo (settembre 1973), non se ne trovavano.
La mia ricerca di lavoro si orientò allora in altre direzioni.
Questa premessa per dire che la passione dei motori ha origini lontane ma ha avuto esiti diversi da come immaginavo, sia per quanto avrebbe riguardato la mia professione che per lo sport.
La vela ed i recenti problemi dell’ambiente hanno poi fatto il resto: considerare l’auto e le moto come semplici mezzi di trasporto, necessari solo quando servono.
Al MART (museo di arte moderna e contemporanea) di Rovereto si è conclusa la mostra Mitomacchina. Li c'era il meglio dell'auto di tutte le epoche, appunto un "mito" che non si è ancora spento nell'immaginario di molti. Un epoca d’oro dell’ingegno, della fantasia e del design: per la ricerca di migliori materiali (alluminio) per il peso e l'aerodinamica (carrozzerie) e per le prestazioni (motori). Lo sport automobilistico agli albori, costituiva negli anni tra le due guerre un importante veicolo propagandistico che affermava, attraverso i record di velocità ed i risultati di grandi corse come la Mille Miglia, i "successi" dell’Italia del regime. Nel dopoguerra l’industria automobilistica e motociclistica cambiò pelle, e da fenomeno artigianale assunse le dimensioni industriali con numeri e mezzi quali la 500, la 600, la Vespa che fortemente contribuirono al miracolo economico. Alla mostra giustamente non c’erano solo i gioielli progettati e realizzati prima della guerra da Vittorio Jano, dalla Carrozzeria "Superleggera" Touring, dai fratelli Maserati, ma anche quelli del dopo guerra, dai fratelli Zagato, da Enzo Ferrari, da Carlo Abarth da Dante Giacosa, da Issigonis e da tanti altri, progettisti, questi ultimi di “vetturette” che oggi non sfigurerebbero quanto a semplicità costruttiva, economia di esercizio e dell’ambiente. Tra le foto del cuore, ve ne propongo alcune delle une e delle altre, come un omaggio a due epoche ormai lontane, per farvi ri-considerare il mito dell’auto moderna, oggi tutta tecnologia e comodità, ma intrappolata nelle code e nell’inquinamento, ieri invece un sogno....da iscrivere al registro storico e da trattare con i guanti, per qualche uscita di…..vero piacere, come tanti anni fa.
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Gli altri "C'era una volta"
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